Definizione pratica. Un certificato di taratura estero può essere accettato in Italia anche in assenza di un laboratorio LAT, purché sia emesso da un laboratorio estero accreditato per quella specifica misurazione da un Ente di Accreditamento aderente all’accordo multilaterale di riconoscimento (MRA). Il certificato deve inoltre riportare uno scopo di accreditamento coerente, la riferibilità metrologica al SI e un’incertezza di misura adeguata. La verifica si effettua controllando online lo status MRA dell’Ente, lo scopo di accreditamento del laboratorio e gli elementi chiave del certificato.

Cos’è un certificato di taratura accreditato e perché conta l’MRA

Un certificato di taratura accreditato è un documento emesso da un laboratorio valutato conforme alla ISO/IEC 17025 da un Ente di Accreditamento. Questo garantisce competenza tecnica, metodi adeguati, riferibilità al Sistema Internazionale (SI) e un’incertezza di misura dichiarata. L’MRA (Multilateral Recognition Arrangement) è l’accordo tra Enti di Accreditamento che consente il riconoscimento reciproco degli accreditamenti nazionali, evitando di dover ripetere le verifiche in ogni Paese.

A livello globale, le funzioni di riconoscimento internazionale sono state riunite nella Global Accreditation Cooperation (GAC).

In Europa, la cooperazione tra Enti di Accreditamento è coordinata da EA – European co-operation for Accreditation, che pubblica aggiornamenti, rapporti sul proprio MLA e linee guida per l’armonizzazione. Questo contribuisce a rendere più uniforme l’accettazione tra i Paesi europei.

Dal sistema ILAC/IAF al nuovo GAC: cosa cambia

La nascita di GAC ha unificato le precedenti strutture ILAC e IAF. Per gli utilizzatori, il principio resta invariato: un certificato rilasciato sotto accreditamento da un Ente firmatario dell’MRA globale mantiene valore di equivalenza internazionale. A livello europeo, il sistema EA rafforza ulteriormente questo meccanismo tramite il proprio MLA.

In pratica, chi utilizza strumenti in Italia dovrebbe concentrarsi su tre aspetti: lo status MRA dell’Ente di Accreditamento, la copertura dello scopo di accreditamento del laboratorio e la qualità metrologica del risultato (riferibilità e incertezza).

Quando un certificato estero è valido in Italia

  • Ente firmatario MRA. L’Ente che ha accreditato il laboratorio deve aderire all’MRA globale (oggi GAC). In Europa, di norma fa anche parte del sistema EA.
  • Scopo coerente. Il laboratorio deve essere accreditato per la specifica grandezza, metodo e intervallo. Il certificato deve chiarire quali misure sono coperte.
  • Riferibilità al SI. I risultati devono derivare da una catena di tarature documentata e ininterrotta.
  • Incertezza dichiarata. Deve essere indicata per ogni misura, con le condizioni di riferimento. La guida Eurachem aiuta a interpretarla correttamente.
  • Elementi formali. Numero certificato, identificazione strumento, metodo, firma (anche digitale), marchio di accreditamento e, se presente, marchio MRA.

Nota: eventuali requisiti contrattuali o normativi specifici possono richiedere esplicitamente laboratori nazionali accreditati. In tali casi, prevale quanto richiesto.

Come verificare riconoscimento e scopo

  1. Identifica l’Ente. Dal certificato ricava nome e numero di accreditamento.
  2. Verifica lo status MRA. Consulta il sito GAC o quello dell’Ente.
  3. Controlla il laboratorio. Verifica che sia attivo e che lo scope copra la tua esigenza.
  4. Confronta con il certificato. Le misure devono rientrare nello scope accreditato.
  5. Verifica riferibilità e incertezza. Devono essere chiaramente dichiarate.
  6. Controlla i marchi. La loro presenza facilita l’accettazione, ma non sostituisce la verifica dello scope.
  7. Archivia le evidenze. Conserva schermate e riferimenti ufficiali.

A chi serve

  • Responsabili qualità e metrologia
  • Funzioni acquisti
  • Auditor interni e di seconda parte
  • Operatori in settori regolati

Requisiti essenziali del certificato

  • Identificazione dello strumento
  • Metodo o procedura applicata
  • Condizioni ambientali (se rilevanti)
  • Risultati e punti di misura
  • Incertezza dichiarata
  • Riferibilità metrologica
  • Indicazione della copertura accreditata
  • Elementi formali (numero, data, firma, marchi)

Errori da evitare

  • Confondere prova e taratura
  • Non verificare lo scope
  • Ignorare l’incertezza
  • Accettare certificati senza verifiche
  • Non conservare evidenze

Takeaway operativo

Un certificato estero è generalmente accettabile quando l’Ente è firmatario MRA, lo scope è coerente con la misura, e il certificato riporta riferibilità e incertezza adeguate, con evidenze documentate.

Riferimenti utili

Nota di prudenza: requisiti applicativi possono variare in base a schemi specifici o vincoli contrattuali. In caso di dubbi, è opportuno richiedere conferma scritta al laboratorio e verificare le comunicazioni ufficiali dell’Ente.