Il 14 luglio 2026 Social Accountability International ha messo per iscritto una posizione netta: la certificazione PAS 24000 non è equivalente alla SA8000, e le decisioni delle stazioni appaltanti italiane riguardano l'accesso al mercato, non il livello di tutela garantito ai lavoratori. Due mesi prima, a maggio, le due maggiori associazioni italiane degli organismi di valutazione della conformità avevano pubblicato un position paper che sosteneva l'opposto.

Nel mezzo ci sono le imprese che partecipano a gare dove la responsabilità sociale vale un punteggio premiale, e un argomento giuridico che gira da due anni in bandi, chiarimenti, brochure e presentazioni commerciali: la sentenza del TAR Piemonte n. 924/2024 avrebbe stabilito che la PAS 24000:2022 è equivalente alla SA8000.

Quella sentenza esiste, è pubblica e si legge in un quarto d'ora. Non nomina la PAS 24000 nemmeno una volta.

Cosa ha deciso davvero il TAR Piemonte

T.A.R. Piemonte, sezione prima, sentenza n. 924 pubblicata il 30 luglio 2024, su ricorso relativo a una gara per il risanamento di canali di fognatura bandita da una società di gestione del servizio idrico. Il disciplinare assegnava fino a 5 punti tecnici per il possesso di certificazioni, tra cui la SA8000, e precisava che nessun punteggio sarebbe andato ai certificati rilasciati da organismi non presenti nell'elenco ufficiale del SAAS, l'ente di accreditamento privato statunitense collegato a SAI.

Il raggruppamento ricorrente aveva prodotto certificati SA8000, non PAS 24000, quattro dei quali rilasciati da un organismo accreditato dall'ente di accreditamento bulgaro. La commissione li aveva scartati: 0,333 punti invece dei 4,333 potenziali, e il secondo posto in graduatoria a 3,7 punti dall'aggiudicatario.

Il collegio ha accolto il ricorso. Nelle parole del collegio, la stazione appaltante ha scelto, «in violazione del principio di equivalenza, di privilegiare un unico sistema di accreditamento (per altro extraeuropeo)». Citare la SA8000 nel bando resta legittimo, perché serve a identificare con chiarezza la caratteristica premiata, ma l'impresa deve poter provare in modo equivalente di essersi sottoposta a una verifica volontaria sugli stessi standard internazionali.

Il punto dirimente è questo: la controversia metteva a confronto due catene di accreditamento dello stesso standard. Non due standard diversi. Chi presenta quella pronuncia come riconoscimento giudiziale dell'equivalenza tra PAS 24000 e SA8000 le attribuisce un contenuto che non ha, e lo fa in documenti che poi finiscono nei chiarimenti di gara.

Dove sta scritto il principio di equivalenza

Il riferimento normativo lo indica la sentenza stessa. L'articolo 105 del D.Lgs. 36/2023 rinvia all'Allegato II.8, secondo cui la stazione appaltante che chiede certificati rilasciati da uno specifico organismo di valutazione della conformità deve accettare anche quelli rilasciati da organismi equivalenti, accreditati ai sensi del Regolamento (CE) n. 765/2008. È il recepimento dell'articolo 44 della direttiva 2014/24/UE.

Il TAR ne trae due conseguenze operative. La prima: il principio si applica anche alle certificazioni più recenti, comprese quelle che non riguardano la qualità dei prodotti, e vale sia per i requisiti di ammissione sia per i criteri premianti, perché anche un punto premiale può ribaltare una graduatoria. La seconda, meno citata: la stazione appaltante può contestare l'attendibilità di un singolo organismo certificatore, purché con motivazione e istruttoria adeguate, ma non può sostenere che esista un unico ente abilitato a verificare il rispetto di standard internazionali.

Attenzione a cosa dice la norma: parla di organismi equivalenti, non contiene un elenco di standard dichiarati equivalenti fra loro. La valutazione è sostanziale e ricade sulla stazione appaltante, procedura per procedura. Fra «l'equivalenza è ammessa» e «l'equivalenza è accertata» corre tutta la differenza che serve a perdere una gara.

Su cosa si litiga, in concreto

La PAS 24000:2022 «Social management system. Specification» è stata pubblicata da BSI nel settembre 2022. Adotta la struttura di alto livello delle norme ISO, quindi si integra con ISO 9001, ISO 14001 e ISO 45001, ed è certificabile sotto accreditamento Accredia, che ne ha disciplinato lo schema con le circolari DC 10/2023 e DC 28/2024. La SA8000 è invece uno standard proprietario di SAI, con accreditamento gestito da SAAS: il testo ufficiale della nuova edizione, la SA8000:2026, si presenta come quinta edizione dello standard.

Nella tabella di confronto diffusa a giugno 2026, SAI non discute i titoli dei requisiti ma l'architettura degli schemi:

  • durata degli audit: per un'organizzazione da 251 a 500 persone, 3,25 giornate complessive nella PAS 24000 contro 6 nella SA8000
  • qualificazione degli auditor: nello schema SA8000 il team è guidato da un auditor di livello APSCA CSCA, con calibrazione periodica e monitoraggio di indicatori di prestazione degli organismi
  • protocollo di verifica: equilibrio di genere nei team, rotazione degli auditor, audit semi annunciati, interviste fuori sede nei paesi a rischio
  • perimetro dei requisiti: salario dignitoso, privacy dei lavoratori, rischi psicosociali, spese di reclutamento a carico del lavoratore

Le associazioni degli organismi, nel documento di maggio, ragionano su un piano diverso: mappano i requisiti dei due standard e classificano le corrispondenze come dirette, parziali o funzionali, concludendo per un'ampia sovrapposizione sostanziale.

Entrambe le letture sono difendibili, perché misurano oggetti diversi. Confrontare due schemi guardando solo l'elenco dei requisiti è come confrontare due preventivi dell'idraulico leggendo soltanto il totale: le cifre si somigliano, poi si scopre che uno comprende i materiali e la garanzia sull'intervento e l'altro no. Le giornate di verifica e le regole sugli auditor non sono contabilità: sono la parte dello schema che decide quanto è probabile che una non conformità venga effettivamente trovata.

Cosa cambia per chi sta preparando un'offerta

Se il bando chiede la SA8000 e l'impresa ha la PAS 24000, la mossa sbagliata è allegare il certificato dando l'equivalenza per assodata sulla base di una sentenza. La mossa giusta è documentarla: certificato rilasciato sotto accreditamento, correlazione requisito per requisito rispetto alle finalità premiate dal criterio, evidenze del sistema in esercizio. E soprattutto chiedere il chiarimento prima della scadenza, quando una risposta scritta della stazione appaltante costa una PEC e vale un punteggio, invece di scoprire il problema a graduatoria pubblicata, quando resta solo il ricorso.

Chi scrive i bandi, dal lato opposto, ha oggi un motivo in più per riformulare le clausole che nominano un solo schema e un solo circuito di accreditamento: sono attaccabili, e la giurisprudenza sul punto non è isolata.

E chi deve ancora scegliere lo schema

La domanda utile non è quale certificazione sia più autorevole in astratto, ma dove servirà il certificato. Le filiere internazionali di moda, alimentare e grande distribuzione chiedono la SA8000 per nome, e nessun principio di equivalenza obbliga un committente privato ad accettare altro. Per le gare italiane la PAS 24000 pesa meno in giornate di audit e si integra con i sistemi di gestione già in essere.

Va detto con chiarezza: chi ha deciso in base alla convinzione che un giudice amministrativo avesse sancito l'equivalenza dei due standard ha deciso su un'informazione falsa, e conviene rifare il conto. Il passaggio da uno schema all'altro, poi, non è una conversione a metà ciclo: si rinuncia a un certificato e si apre un iter nuovo, con i costi e i tempi che comporta.

Due cose da fare adesso, entrambe a costo quasi zero. Leggere la sentenza n. 924/2024 anziché il riassunto che ne circola, perché contiene esattamente il contrario dell'argomento con cui viene citata. E, per chi è certificato SA8000:2014, verificare sui documenti SAI e SAAS le scadenze della transizione all'edizione 2026, che si muove su un calendario pluriennale già avviato. Il resto è una discussione fra proprietari di schemi, e si combatterà a colpi di position paper per parecchi mesi.