L’emergenza caldo impone nuove regole per la sicurezza: cosa cambia per le aziende
Emergenza caldo 2026: cosa cambia per le aziende tra D.Lgs. 81/2008 e ISO 45001:2018+A1:2024
L'emergenza caldo del 25 giugno 2026, che ha portato il Tribunale di Palermo a limitare le udienze alle sole urgenze fino al 29 giugno a causa delle elevate temperature e del guasto agli impianti di climatizzazione, ha riportato all'attenzione pubblica un tema spesso sottovalutato: la gestione del rischio microclimatico nei luoghi di lavoro.
Per le imprese non si tratta soltanto di un problema organizzativo, ma di un preciso obbligo previsto dal D.Lgs. 81/2008 e da affrontare nell'ambito del sistema di gestione conforme alla ISO 45001:2018+A1:2024.
Per auditor, consulenti e responsabili HSE, eventi di questo tipo rappresentano un richiamo concreto alla necessità di aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), verificare l'efficacia delle procedure di emergenza e valutare l'impatto degli eventi climatici estremi sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Il contesto dell'emergenza caldo e il rischio microclimatico nei luoghi di lavoro
Le ondate di calore registrate nell'estate 2026 stanno producendo effetti concreti sull'organizzazione del lavoro sia nel settore pubblico sia in quello privato. La decisione assunta dal Tribunale di Palermo dimostra come temperature elevate e carenze impiantistiche possano compromettere la normale operatività di un'organizzazione.
Per le aziende il rischio microclimatico non riguarda esclusivamente i lavoratori operanti all'aperto. Anche uffici, magazzini, stabilimenti produttivi, laboratori e ambienti confinati possono esporre il personale a condizioni di stress termico quando temperatura, umidità, ventilazione e irraggiamento non risultano adeguatamente controllati.
Lo stress termico può determinare affaticamento, riduzione della concentrazione, aumento della probabilità di errore umano, colpi di calore e, nei casi più gravi, eventi potenzialmente letali.
D.Lgs. 81/2008 e rischio da stress termico: gli obblighi del datore di lavoro
Il D.Lgs. 81/2008 impone al datore di lavoro di effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti nell'organizzazione, compresi quelli derivanti dalle condizioni microclimatiche.
La valutazione deve considerare:
- temperatura e umidità;
- radiazione solare;
- ventilazione degli ambienti;
- caratteristiche delle attività lavorative;
- intensità dello sforzo fisico;
- durata dell'esposizione;
- utilizzo dei DPI;
- condizioni individuali dei lavoratori maggiormente vulnerabili.
Il Documento di Valutazione dei Rischi deve individuare adeguate misure preventive e protettive, prevedendo interventi organizzativi, tecnici e procedurali finalizzati a ridurre l'esposizione allo stress termico.
ISO 45001:2018+A1:2024 e cambiamento climatico
Con l'entrata in vigore dell'Amendment 1:2024, la norma ISO 45001:2018+A1:2024 è stata armonizzata agli altri standard ISO sui sistemi di gestione.
L'Amendment introduce un'importante novità: l'organizzazione deve valutare se il cambiamento climatico rappresenti un fattore rilevante nella comprensione del proprio contesto (paragrafo 4.1) e delle esigenze e aspettative delle parti interessate (paragrafo 4.2).
È importante precisare che l'Amendment non introduce nuovi requisiti specifici sul rischio da caldo.
Tuttavia, laddove gli eventi climatici estremi possano influenzare la salute e sicurezza dei lavoratori, l'organizzazione deve considerarli nella pianificazione del proprio sistema di gestione, nella valutazione dei rischi e nelle attività di miglioramento continuo.
In questo contesto, fenomeni come le ondate di calore diventano elementi che possono incidere direttamente sulle prestazioni del Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSSL).
Aggiornare il DVR: dalle prescrizioni normative alle misure operative
L'aumento della frequenza degli eventi climatici estremi rende necessario un aggiornamento periodico del DVR.
Tra gli aspetti da valutare rientrano:
- analisi dei dati climatici e delle temperature storiche;
- individuazione delle attività maggiormente esposte;
- revisione degli orari di lavoro;
- programmazione delle pause;
- disponibilità di acqua potabile e aree di raffrescamento;
- controllo dell'efficienza degli impianti di climatizzazione;
- definizione di procedure per la sospensione temporanea delle attività più critiche;
- formazione dei lavoratori sul riconoscimento dei sintomi dello stress termico;
- coinvolgimento del Medico Competente nella sorveglianza sanitaria.
Le procedure di emergenza devono prevedere criteri oggettivi che consentano di decidere rapidamente quando modificare o interrompere determinate attività lavorative.
Il ruolo di auditor e consulenti
Gli auditor dei sistemi di gestione e i consulenti HSE sono chiamati a verificare non soltanto la presenza formale del DVR, ma anche l'effettiva capacità dell'organizzazione di gestire gli eventi climatici estremi.
Durante gli audit diventa sempre più importante valutare:
- l'aggiornamento dell'analisi dei rischi;
- la disponibilità di procedure specifiche per il rischio caldo;
- l'efficacia della formazione;
- la preparazione del personale;
- la manutenzione degli impianti di climatizzazione;
- la capacità dell'organizzazione di adattarsi rapidamente al mutare delle condizioni climatiche.
L'approccio richiesto dalla ISO 45001 rimane quello del miglioramento continuo secondo il ciclo PDCA (Plan-Do-Check-Act), orientato alla prevenzione piuttosto che alla semplice gestione dell'emergenza.
Responsabilità e conseguenze del mancato adempimento
La mancata valutazione del rischio da stress termico può determinare responsabilità significative per il datore di lavoro.
In presenza di infortuni o malori riconducibili all'esposizione a temperature elevate, un DVR incompleto o non aggiornato può costituire elemento di responsabilità civile, penale e amministrativa, oltre a produrre conseguenze assicurative e reputazionali.
Per questo motivo la gestione del rischio climatico non può più essere considerata una semplice buona prassi, ma rappresenta una componente essenziale della compliance in materia di salute e sicurezza.
Conclusioni
Le ondate di calore non rappresentano più un fenomeno eccezionale, ma una condizione destinata a diventare sempre più frequente.
L'episodio che ha interessato il Tribunale di Palermo dimostra come anche organizzazioni complesse possano subire pesanti limitazioni operative quando gli effetti delle alte temperature non vengono adeguatamente gestiti.
Per le imprese, integrare il rischio climatico nella valutazione dei rischi, aggiornare il DVR, predisporre procedure efficaci e applicare correttamente i principi della ISO 45001:2018+A1:2024 significa rafforzare la tutela dei lavoratori, migliorare la resilienza organizzativa e garantire la continuità delle attività anche durante eventi climatici estremi.
Perché è importante
Il cambiamento climatico sta modificando il modo in cui le organizzazioni devono affrontare la salute e sicurezza sul lavoro.
Adeguare il sistema di gestione, aggiornare la valutazione dei rischi e predisporre misure efficaci contro lo stress termico non rappresentano soltanto un obbligo normativo, ma costituiscono un investimento nella continuità operativa, nella tutela delle persone e nella sostenibilità dell'organizzazione.
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