Delegated Act UE ESRS: il 3 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato due nuovi atti delegati che aggiornano gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS) e introducono uno standard volontario per la rendicontazione di sostenibilità. Per molte imprese significa rivedere i sistemi di raccolta dati e il reporting ESG, con effetti su gare d'appalto, accesso ai capitali e strategie di compliance.

Per chi lavora in compliance, audit o sostenibilità, la posta è concreta: capire cosa cambia, chi rientra nel perimetro CSRD e quali adeguamenti attivare subito per restare competitivo e conforme.

Qual è il campo di applicazione e gli obiettivi del nuovo Delegated Act UE sugli ESRS?

Il nuovo pacchetto si inserisce nel quadro della Direttiva (UE) 2022/2464 (CSRD), aggiornando e ampliando gli ESRS come riferimento obbligatorio per la rendicontazione di sostenibilità delle imprese soggette. Accanto a questo, la Commissione introduce uno schema volontario pensato per chi vuole comunicare in modo trasparente impatti e performance ESG senza ricadere, da subito, nell’intero set di obblighi.

La doppia via – obbligatoria e volontaria – punta a migliorare qualità e comparabilità dei dati e ad abbassare le barriere d’ingresso, in particolare per PMI che intendono avviare un percorso graduale di allineamento.

Quali sono le novità tecniche e i requisiti aggiornati nel reporting ESG?

Quali metriche ambientali, sociali e di governance sono introdotte?

Gli atti delegati del 3 luglio 2026 rendono più puntuali le disclosure su rischi e impatti, con enfasi su rischi climatici e gestione della catena di fornitura. Crescono le attese su trasparenza, tracciabilità e accuratezza.

Per rispondere, servono sistemi di raccolta dati integrati, automatizzati e auditabili. Lo standard volontario, modulare e scalabile, permette a organizzazioni meno strutturate di intraprendere un percorso progressivo verso requisiti più rigorosi.

Quali implicazioni operative per le imprese e per chi partecipa a bandi con criteri ESG?

Come adeguare processi e investimenti IT?

È necessario rivedere in profondità processi di raccolta, gestione e controllo dei dati ESG: data model, responsabilità di governance, controlli interni e tracciabilità. In molti casi occorrerà investire in piattaforme IT, aggiornare procedure e formare i team coinvolti.

Qual è l’impatto su gare d'appalto e compliance?

Nei bandi pubblici e privati con criteri ESG, allinearsi agli standard aggiornati diventa condizione per restare in gara. La non conformità può pesare su punteggi tecnici, esiti di audit e verifiche ispettive, con impatti immediati sulla competitività.

Quali azioni pratiche per adeguarsi ai nuovi ESRS e al reporting volontario?

  • Mappare le novità rispetto al perimetro attuale di rendicontazione, identificando gap e priorità.
  • Coinvolgere gli stakeholder interni (compliance, IT, ambiente, finanza) e definire un piano di implementazione con responsabilità e scadenze.
  • Rafforzare i controlli sui dati: tracciabilità, integrità, versioning e readiness per audit esterni.
  • Attivare formazione mirata e, se necessario, supporto specialistico su ESG e normativa UE.

Perché adeguarsi al nuovo Delegated Act UE sugli ESRS è strategico?

Allinearsi ai nuovi ESRS non è solo un obbligo per chi rientra nel perimetro CSRD: è un vantaggio competitivo dove investitori, clienti e istituzioni premiano trasparenza e comparabilità. Come aggiornare le misure di sicurezza in un cantiere riduce il rischio di incidenti, così alzare l’asticella del reporting ESG protegge reputazione e continuità operativa, aprendo opportunità di business.

Prospettive e sfide future del reporting di sostenibilità europeo

Il pacchetto ESRS del 3 luglio 2026 è una tappa di un percorso in evoluzione. La spinta a standardizzazione e trasparenza resterà alta e interagirà con altri framework orizzontali, come DORA e l’AI Act, soprattutto su governance, qualità e protezione dei dati usati per il reporting.

Riepilogo

  • Gli atti delegati della Commissione del 3 luglio 2026 aggiornano gli ESRS e introducono un reporting volontario modulare.
  • Le imprese devono adeguare raccolta dati, IT, governance e competenze per garantire qualità e verificabilità.
  • L’allineamento è decisivo in gare con criteri ESG e per mantenere competitività.
  • Il mancato adeguamento espone a esclusioni, criticità in audit e rischi sanzionatori.
  • Il percorso evolverà ulteriormente, con intersezioni operative con DORA e AI Act.