La certificazione B Corp è uno dei marchi di sostenibilità più riconoscibili degli ultimi anni, e anche uno dei più fraintesi. Viene rilasciata da B Lab, un ente no profit internazionale, e attesta che un'azienda raggiunge uno standard verificato di impatto positivo su lavoratori, comunità, ambiente, clienti e governance. Il punto da chiarire subito è cosa sia, perché non assomiglia a nessuna delle certificazioni che il mondo della qualità conosce.

B Corp è l'abbreviazione di Benefit Corporation nel senso del movimento internazionale, ma quando si parla di "essere una B Corp" ci si riferisce all'azienda che ha ottenuto questa certificazione. La valutazione misura l'impatto dell'organizzazione nel suo complesso: non un prodotto, non un singolo processo, ma il modo in cui l'impresa è gestita e gli effetti che produce su chi la circonda.

Cosa non è la certificazione B Corp

Qui sta la parte che genera più confusione. La certificazione B Corp non è una norma ISO: non nasce da un organismo di normazione, non ha un numero e un anno come la ISO 9001 o la ISO 14001, e non viene rilasciata da un organismo di certificazione accreditato come avviene per le norme ISO. È un marchio privato di impatto, di proprietà di B Lab, che ne stabilisce i criteri e ne controlla l'assegnazione.

Non è nemmeno una certificazione di prodotto, come la marcatura CE o un'etichetta ambientale: non riguarda un bene specifico messo sul mercato. E non è una certificazione di sistema di gestione: non verifica che tu abbia procedure, audit interni e riesami della direzione su un perimetro definito. Valuta l'azienda nel suo insieme, con una logica più simile a una pagella complessiva che a una verifica di conformità a requisiti puntuali. Per chi è abituato agli audit ISO è un cambio di prospettiva: non si chiede "hai questa procedura?", si chiede "che impatto generi, misurato su una scala".

Come funziona il B Impact Assessment

Lo strumento al centro di tutto è il B Impact Assessment (BIA), un questionario strutturato che l'azienda compila per misurare il proprio impatto nelle cinque aree (governance, lavoratori, comunità, ambiente, clienti). Ogni risposta contribuisce a un punteggio, e per ottenere la certificazione l'impresa deve superare una soglia minima e poi sottoporre le proprie dichiarazioni a una verifica da parte di B Lab, che richiede documenti a sostegno di quanto affermato.

La logica funziona un po' come un controllo qualità in un magazzino: non basta dire che gli scaffali sono in ordine, bisogna mostrare i registri, le foto, le bolle. Allo stesso modo il BIA non si accontenta delle buone intenzioni: chiede evidenze. La certificazione, una volta ottenuta, va poi mantenuta nel tempo con una ri-valutazione periodica, perché l'impatto di un'azienda cambia e il marchio vuole fotografare la situazione attuale, non una promessa di anni prima.

B Corp e Società Benefit: due cose diverse e collegate

Questo è il nodo che in Italia confonde più di ogni altro, e vale la pena scioglierlo con cura. La certificazione B Corp e la Società Benefit non sono la stessa cosa.

La Società Benefit è una forma giuridica introdotta nell'ordinamento italiano dalla Legge 208/2015 (la legge di stabilità per il 2016). Una Società Benefit è un'impresa che, nel proprio statuto, si impegna formalmente a perseguire, oltre al profitto, anche finalità di beneficio comune verso persone, territorio, ambiente e altri portatori di interesse. È una scelta che si fa davanti al notaio, modificando l'oggetto sociale, e comporta obblighi precisi: nominare un responsabile dell'impatto e pubblicare ogni anno una relazione di impatto. È diritto societario italiano, non un marchio.

La certificazione B Corp, invece, è il marchio volontario di B Lab di cui abbiamo parlato: una valutazione di impatto rilasciata da un ente privato internazionale. Le due cose si incontrano spesso, perché B Lab chiede alle aziende dei Paesi dove esiste una forma giuridica adatta (in Italia, appunto, la Società Benefit) di adottarla per mantenere la certificazione. Detto in modo semplice: la Società Benefit è lo status legale che ti dai con lo statuto, la certificazione B Corp è il riconoscimento esterno che ottieni superando il B Impact Assessment. Si può essere Società Benefit senza essere certificati B Corp, e in passato si poteva essere B Corp senza essere Società Benefit. Sono binari diversi che il movimento tende a far convergere.

A cosa serve, in pratica

Il valore della certificazione B Corp è soprattutto reputazionale e di posizionamento: comunica a clienti, dipendenti, investitori e partner che l'azienda ha accettato di misurare il proprio impatto con un metodo esterno e di esporsi al confronto. In settori dove la sostenibilità è diventata un criterio di scelta, è un segnale forte e immediato. Aiuta anche a mettere ordine in casa: compilare il B Impact Assessment costringe a guardare con onestà aree che spesso restano implicite, dalle politiche verso i lavoratori alla catena di fornitura.

Va però capito per quello che è. Non sostituisce una certificazione accreditata quando un cliente o un bando la richiedono per un ambito specifico, e non dà di per sé i riconoscimenti formali che derivano da norme dedicate. È una valutazione d'insieme, preziosa come bussola, ma non intercambiabile con gli standard verticali.

Se cerchi un percorso certificabile e accreditato

Chi parte dall'interesse per l'impatto sociale e arriva a B Corp scopre presto che esistono standard certificabili e accreditati, più mirati, che affrontano singoli aspetti con requisiti puntuali e verifica indipendente. Sono complementari alla logica complessiva di B Corp, non alternativi.

Sul fronte della responsabilità sociale e dei diritti dei lavoratori, lo standard di riferimento è la SA8000, che certifica condizioni di lavoro etiche lungo la filiera (lavoro minorile, salute e sicurezza, orari, libertà di associazione). Per la gestione della salute e sicurezza in chiave sociale e di filiera esiste la PAS 24000. E per la parità di genere, in Italia il riferimento è la UNI/PdR 125, la prassi che certifica le politiche aziendali per ridurre il divario di genere, con incentivi previsti dalla normativa nazionale. Sono percorsi diversi dalla certificazione B Corp, ma chi si avvicina a quest'ultima per convinzione spesso trova in essi lo strumento concreto per certificare un singolo pilastro con il valore aggiunto dell'accreditamento.

Domande frequenti

La certificazione B Corp è una norma ISO? No. È un marchio privato di impatto rilasciato dall'ente no profit B Lab, non una norma di un organismo di normazione e non un certificato emesso da un organismo accreditato.

B Corp e Società Benefit sono la stessa cosa? No. La Società Benefit è una forma giuridica italiana prevista dalla Legge 208/2015, che si assume con lo statuto. La certificazione B Corp è il marchio di B Lab che si ottiene superando il B Impact Assessment. Sono diverse, anche se collegate.

Che cos'è il B Impact Assessment? È il questionario con cui si misura l'impatto dell'azienda nelle cinque aree (governance, lavoratori, comunità, ambiente, clienti); per certificarsi bisogna superare una soglia minima di punteggio e fornire evidenze a B Lab.

Se voglio certificare la responsabilità sociale o la parità, cosa scelgo? Per i diritti dei lavoratori la SA8000, per la salute e sicurezza di filiera la PAS 24000, per la parità di genere la UNI/PdR 125: standard certificabili e accreditati, dedicati a un singolo ambito, diversi dalla valutazione complessiva di B Corp.