Appalti pubblici: ANAC ribadisce il divieto di aggirare il Codice tramite convenzioni tra enti
Lo scorso giugno, l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha ribadito un principio fondamentale per gli appalti pubblici: le convenzioni tra enti pubblici non possono essere utilizzate come scorciatoia per eludere le regole del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023). Alcune stazioni appaltanti avevano interpretato tali convenzioni come strumenti per semplificare o bypassare le procedure di gara, ma ANAC ha chiarito che ciò non è consentito.
Per gli operatori del settore, questo richiamo non è solo una presa di posizione formale, ma un invito a rivedere con attenzione processi e prassi operative per evitare rischi di contenziosi e sanzioni. Il focus resta sulla necessità di garantire trasparenza, legalità e correttezza procedurale senza compromettere l’efficienza amministrativa.
Questo articolo analizza il quadro normativo di riferimento, le motivazioni e gli effetti del richiamo ANAC, le implicazioni pratiche per stazioni appaltanti e operatori economici, e propone strategie operative per assicurare compliance e ridurre i rischi di contenzioso.
Il quadro normativo: convenzioni tra enti pubblici e Codice dei Contratti Pubblici
Il Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023) stabilisce principi chiari e rigidi per l’affidamento di lavori, servizi e forniture nella pubblica amministrazione. Trasparenza, concorrenza e parità di trattamento sono fondamentali per evitare favoritismi e garantire un uso efficiente delle risorse pubbliche.
Le convenzioni tra enti pubblici favoriscono la cooperazione e la condivisione di servizi, ma ANAC sottolinea che non costituiscono un’esenzione dalle norme del Codice quando assumono la forma di procedure di affidamento. In altre parole, non possono essere usate per aggirare le gare pubbliche o altre procedure previste.
Richiamo ANAC: attenzione alla corretta applicazione del Codice dei Contratti Pubblici
Chiarezza sulle procedure da seguire
ANAC ha richiamato le stazioni appaltanti sull’importanza di conformare le proprie prassi alle disposizioni del Codice, eliminando interpretazioni che consentono di evitare le procedure di gara tramite convenzioni tra enti. Non è stato fissato alcun termine specifico per l’adeguamento.
Il richiamo punta a favorire un adeguamento strutturale e tempestivo, per evitare che pratiche non conformi si consolidino e generino contenziosi, blocchi amministrativi o sanzioni. Un contesto regolamentato con chiarezza offre agli operatori economici maggiori certezze e stabilità.
Implicazioni operative per stazioni appaltanti e operatori economici
Per le stazioni appaltanti
Le stazioni appaltanti devono rivedere approfonditamente le proprie convenzioni tra enti. Ogni affidamento deve rispettare integralmente le norme del Codice, includendo la corretta pubblicazione dei bandi, la verifica rigorosa dei requisiti di partecipazione e l’adozione delle procedure di gara quando richiesto.
Per gli operatori economici
Gli operatori economici devono monitorare attentamente le procedure di affidamento per evitare esclusioni ingiustificate o contestazioni che potrebbero compromettere l’assegnazione dei contratti. Un approccio proattivo e informato è essenziale per muoversi in un contesto più rigoroso ma trasparente.
Strategie per garantire compliance e ridurre il rischio di contenziosi
Per limitare i rischi, le amministrazioni dovrebbero investire nella formazione specifica del personale coinvolto negli appalti. Aggiornare le checklist di controllo e utilizzare strumenti di audit interno per valutare ogni convenzione e procedimento alla luce del Codice è fondamentale.
Una comunicazione chiara e tempestiva con gli operatori economici contribuisce a ridurre ambiguità e sospetti, costruendo un clima di fiducia. L’adozione di strumenti digitali per il monitoraggio delle procedure supporta trasparenza ed efficacia dei controlli.
Perché il richiamo ANAC è rilevante per la governance degli appalti pubblici
Ignorare il richiamo ANAC può sembrare una scorciatoia, ma comporta rischi elevati di contenziosi, blocchi amministrativi e danni reputazionali. Applicare correttamente il Codice dei Contratti Pubblici anche nelle convenzioni tra enti tutela la regolarità delle procedure e valorizza l’uso delle risorse pubbliche.
Per auditor, consulenti e compliance officer, il richiamo rappresenta un’opportunità per dimostrare competenza, anticipare i rischi e trasformare un obbligo normativo in un miglioramento continuo della governance e dell’efficienza organizzativa.
Ti interessa questo argomento?
Parla con Evidy per approfondire o richiedere un preventivo per le certificazioni.
Articoli Correlati
Interruzione del tool ANAC rischia ritardi negli appalti pubblici
ANAC sospende temporaneamente il tool “Misura la corruzione” il 18 giugno, con possibili ritardi negli appalti pubblici e impatti sulla compliance anticorruzione.
Come implementare il monitoraggio digitale ANAC dal 1° luglio 2026 senza errori
Dal 1° luglio 2026 ANAC impone il monitoraggio digitale obbligatorio per stazioni appaltanti: guida pratica per implementarlo senza errori.
Certificazioni negli appalti pubblici: quando il diritto supera la tecnica
Nel mondo delle certificazioni accreditate esiste un tema poco discusso, ma che negli ultimi anni ha iniziato a produrre effetti concreti per imprese