Accredia, AI e certificazione delle competenze: cosa cambia con la UNI 11621-8:2026

Dal 30 aprile 2026 è in vigore la UNI 11621-8:2026, che definisce dodici profili professionali dell’Intelligenza Artificiale. Per aziende, professionisti, organismi di certificazione e auditor si tratta di un passaggio importante: per la prima volta esiste un riferimento normativo nazionale che descrive in modo strutturato ruoli, competenze e responsabilità nel settore AI.

Chi opera nel mercato dell’Intelligenza Artificiale dispone oggi di uno strumento riconosciuto per qualificare le competenze, definire percorsi formativi e sviluppare eventuali schemi di certificazione delle persone.

Accredia, in qualità di Ente Unico Nazionale di Accreditamento, segue l’evoluzione degli schemi di valutazione della conformità collegati all’Intelligenza Artificiale, nel quadro delle disposizioni europee e degli standard internazionali applicabili.

Le certificazioni delle competenze professionali in ambito AI possono essere sviluppate nell’ambito della ISO/IEC 17024:2026, facendo riferimento ai profili definiti dalla UNI 11621-8:2026 e nel rispetto del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).

Qual è il quadro normativo e il ruolo di Accredia?

L’ecosistema normativo di riferimento è oggi costituito da tre elementi principali.

UNI 11621-8:2026

Entrata in vigore il 30 aprile 2026, la norma definisce dodici profili professionali operanti nel settore dell’Intelligenza Artificiale e rappresenta il primo standard nazionale europeo dedicato in modo sistematico alle competenze AI.

La norma fornisce un quadro comune per imprese, pubbliche amministrazioni, enti di formazione e organismi di certificazione, consentendo di identificare in maniera oggettiva conoscenze, abilità e responsabilità associate ai diversi ruoli professionali.

ISO/IEC 17024:2026

La norma internazionale stabilisce i requisiti generali per gli organismi che certificano le persone.

La revisione 2026 aggiorna il quadro applicabile agli organismi di certificazione, introducendo anche requisiti specifici relativi all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale nei processi di certificazione, con particolare attenzione alla gestione dei rischi, alla supervisione umana e all’imparzialità delle decisioni.

AI Act – Regolamento (UE) 2024/1689

L’AI Act costituisce il riferimento normativo europeo per la governance dell’Intelligenza Artificiale e introduce obblighi differenziati in funzione del livello di rischio dei sistemi AI.

Il regolamento attribuisce particolare importanza alle competenze delle persone coinvolte nello sviluppo, nella gestione e nell’utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale.

Quali sono i requisiti per gli organismi che certificano competenze AI?

Gli organismi che intendono certificare competenze professionali riferite ai profili AI devono operare secondo i requisiti della ISO/IEC 17024:2026.

Tra gli aspetti più rilevanti rientrano:

  • competenza tecnica nella valutazione dei profili professionali;
  • imparzialità e indipendenza dei processi decisionali;
  • riservatezza delle informazioni gestite;
  • procedure documentate per esami, certificazione, sorveglianza e rinnovo;
  • qualificazione e monitoraggio continuo degli esaminatori e dei valutatori;
  • gestione controllata degli strumenti AI eventualmente utilizzati durante i processi di certificazione.

Le verifiche di accreditamento si concentrano sulla capacità dell’organismo di garantire affidabilità, tracciabilità e coerenza delle decisioni assunte.

Opportunità e impatti per aziende e professionisti

Maggiore riconoscibilità delle competenze

La disponibilità di profili professionali formalizzati consente alle organizzazioni di definire ruoli e responsabilità con maggiore chiarezza e di dimostrare in modo più efficace le competenze presenti all’interno dei team AI.

Migliore posizionamento competitivo

L’adozione di riferimenti normativi riconosciuti può agevolare la partecipazione a gare, bandi e progetti nei quali sia richiesta la dimostrazione delle competenze professionali.

Maggiore fiducia degli stakeholder

Clienti, partner, investitori e autorità tendono a richiedere evidenze sempre più oggettive delle competenze possedute dalle persone coinvolte nei processi AI.

In questo contesto, riferimenti quali UNI 11621-8:2026 e ISO/IEC 17024:2026 costituiscono strumenti utili per aumentare trasparenza e credibilità.

Come prepararsi

Le organizzazioni che intendono anticipare l’evoluzione del mercato possono:

  • mappare le competenze interne rispetto ai dodici profili definiti dalla UNI 11621-8:2026;
  • identificare eventuali gap formativi;
  • sviluppare percorsi di qualificazione coerenti con i profili normativi;
  • aggiornare procedure e criteri di valutazione delle competenze;
  • monitorare l’evoluzione degli schemi di certificazione e dei requisiti di accreditamento;
  • integrare le disposizioni dell’AI Act nei processi aziendali.

Prospettive future

L’allineamento tra UNI 11621-8:2026, ISO/IEC 17024:2026 e AI Act sta contribuendo alla costruzione di un ecosistema più strutturato per la qualificazione delle competenze nell’Intelligenza Artificiale.

Sebbene il mercato sia ancora in fase di evoluzione, la direzione appare chiara: la capacità di dimostrare competenze, responsabilità e conformità attraverso riferimenti riconosciuti diventerà un elemento sempre più importante per professionisti, imprese e organismi di valutazione della conformità.

Chi inizia oggi a strutturare percorsi coerenti con questi riferimenti normativi si troverà in una posizione più favorevole per affrontare le future richieste del mercato e delle istituzioni.