Il 2 luglio 2026 Accredia ha pubblicato la Relazione annuale sull'esercizio 2025, con i dati aggiornati al 31 dicembre. I numeri di sistema sono in crescita su tutte le voci: 243.360 siti certificati per i sistemi di gestione, con un aumento del 15,3% sul 2024, 22.402 giornate di valutazione svolte dai tre Dipartimenti, 2.669 accreditamenti gestiti in capo a 2.398 soggetti accreditati.

C'è però un altro numero, meno adatto ai comunicati. Nel 2025 il Dipartimento Certificazione e Ispezione ha ricevuto 147 reclami, contro i 77 dell'anno precedente. Sono quasi raddoppiati in dodici mesi.

Le due cose stanno nello stesso documento e vanno lette insieme, perché raccontano un settore che cresce in fretta e che, mentre cresce, comincia a essere contestato più spesso dall'interno.

Quanto è cresciuto il mercato della certificazione accreditata

La crescita non è uniforme, e il modo in cui non lo è dice qualcosa. I siti certificati aumentano del 15,3%, i certificati del 10,8%, le aziende certificate dell'8,4%. Il divario tra la prima e l'ultima cifra indica che una parte consistente dell'espansione arriva da organizzazioni già certificate che allargano il perimetro a nuovi siti, non da imprese che entrano per la prima volta nel sistema.

Guardando i singoli schemi, la fotografia al 31 dicembre 2025 è questa:

  • sistemi di gestione per la qualità (UNI EN ISO 9001): 147.442 siti, da 138.810
  • sistemi di gestione ambientale (UNI EN ISO 14001): 49.695 siti, più 13,7%
  • salute e sicurezza sul lavoro (UNI EN ISO 45001): 46.873 siti, più 15,2%
  • parità di genere (UNI/PdR 125): 46.008 siti, più 69%
  • sicurezza delle informazioni (ISO/IEC 27001): 10.203 siti, da 7.398
  • prevenzione della corruzione (ISO 37001): 8.312 siti, da 6.628
  • gestione dell'energia (ISO 50001): 7.998 siti, da 5.771

Un sito può avere più certificazioni, quindi le voci non si sommano al totale. Il quadro complessivo resta chiaro: gli schemi legati a energia, sicurezza delle informazioni e anticorruzione viaggiano tra il venticinque e il quaranta per cento di crescita annua, molto sopra la qualità, che è uno schema maturo e ormai satura il proprio bacino naturale.

La parità di genere a un passo dalla sicurezza sul lavoro

Il dato che merita una riga tutta sua è il confronto tra due numeri vicinissimi: 46.873 siti certificati ISO 45001 e 46.008 certificati UNI/PdR 125. Meno di novecento siti separano una norma internazionale sulla sicurezza del lavoro, in Italia da anni e con una storia che risale agli schemi degli anni Novanta, da una prassi di riferimento nazionale pubblicata nel 2022.

La progressione della prassi è verticale: 823 siti nel 2022, 8.388 nel 2023, 27.179 nel 2024, 46.008 nel 2025. Anche gli organismi accreditati per certificarla sono saliti a 62, portando lo schema al quinto posto per numero di accreditamenti nel Dipartimento Certificazione e Ispezione.

Una crescita del genere non nasce dalla domanda spontanea delle imprese. Nasce dalla premialità: punteggi in gara, incentivi, accesso a misure pubbliche. È una leva legittima e ha funzionato, ma introduce un rischio noto a chiunque abbia visto crescere in fretta uno schema certificativo. Quando la certificazione diventa un requisito per prendere qualcosa, la domanda si sposta dal contenuto al certificato, e la qualità della verifica diventa l'unica cosa che tiene in piedi il valore del titolo.

I reclami raddoppiati e chi li riceve

Nel 2025 Accredia ha registrato in totale 169 reclami e 167 segnalazioni, di cui 72 si sono rivelati fondati. La concentrazione è tutta in un Dipartimento: Certificazione e Ispezione ne ha ricevuti 147 e 139, contro i 77 e 122 del 2024, con 55 esposti fondati.

Il dettaglio su chi viene contestato è la parte interessante. Il 58% riguarda l'operato degli organismi di certificazione, ispezione, verifica e validazione. Il 26% riguarda aziende o persone certificate, cioè segnalazioni su chi esibisce un certificato che qualcuno ritiene non meritato. Solo il 3% riguarda l'operato del Dipartimento.

Prima di gridare alla crisi, un po' di misura: 147 reclami su un sistema che conta 243.360 siti certificati restano una frazione minuscola, e una parte dell'aumento si spiega semplicemente con il fatto che segnalare è diventato più facile e più conosciuto. Un reclamo, però, non è una lamentela sulla coda in segreteria: chi lo scrive ha di norma alle spalle un contratto, un audit e una non conformità su cui non è d'accordo. Un raddoppio in un anno, in una popolazione che cresce del 15%, è uno scostamento da tenere d'occhio.

Nel 2025, intanto, un Gruppo di Lavoro del Comitato di Indirizzo e Garanzia ha prodotto un documento di indirizzo sugli strumenti di sorveglianza meno convenzionali, cioè le Verifiche Senza Preavviso e i Mystery Audit, definendone casistiche e perimetro applicativo per un uso uniforme nei regolamenti. Per un organismo accreditato significa che il rischio di essere osservato mentre lavora, senza avviso, smette di essere teorico.

Che cosa arriva nel 2026

La Relazione del Presidente indica le scadenze tecniche dei prossimi mesi, e sono parecchie. Le nuove edizioni della ISO/IEC 17024 sulla certificazione delle persone e della ISO/IEC 17020 sulle ispezioni sono state pubblicate a marzo 2026 e recepite in versione italiana da UNI ad aprile. La ISO 14001 è stata anch'essa recepita in italiano ad aprile 2026. La revisione della ISO 9001 è attesa in pubblicazione, e riguarderà i 147.442 siti che oggi la usano.

Sul piano istituzionale, dal 1° gennaio 2026 è operativa Global ACI, l'organizzazione che integra e sostituisce le funzioni di IAF e ILAC, con un unico accordo di mutuo riconoscimento al posto di IAF MLA e ILAC MRA. A novembre Accredia sarà sottoposta all'assessment di EA. A settembre entra in carica la nuova Direttrice Generale, Simona Quinzi.

Per chi vive di sistemi di gestione, il 2026 e il 2027 saranno anni di transizioni sovrapposte, con la ISO 9001 al centro. Conviene pianificarle una volta sola, guardando il calendario intero, invece di rincorrerle a una a una quando l'organismo manda la lettera. E leggendo i numeri della crescita conviene ricordare che il pezzo più fragile del sistema non è quanti certificati vengono emessi: è quanto vale ciascuno di essi il giorno in cui qualcuno lo verifica davvero.