Test e validazione nella certificazione robotica: cosa prevedono le norme ISO
La sicurezza dei sistemi robotici richiede verifiche che non si limitino alla simulazione o all’esame documentale, ma considerino anche le condizioni di utilizzo previste. Non risultano tuttavia fonti ufficiali che confermino che oltre il 70% delle aziende robotiche abbia introdotto test sul campo. Le prove in condizioni rappresentative possono contribuire alla valutazione concreta delle prestazioni e della sicurezza, nell’ambito dei processi di verifica, validazione e gestione del rischio previsti dalle norme applicabili.
Perché la certificazione robotica considera le condizioni operative?
I test in laboratorio e le simulazioni permettono di operare con parametri controllati e ripetibili, ma potrebbero non riprodurre integralmente la complessità dell’ambiente produttivo. La verifica di un robot o di un’applicazione robotizzata deve quindi tenere conto dell’uso previsto, delle condizioni ambientali, delle possibili interazioni e dei pericoli individuati mediante la valutazione del rischio.
Le prove condotte sull’applicazione installata o in condizioni rappresentative dell’impiego possono essere necessarie per verificare il corretto funzionamento delle misure di protezione. Non costituiscono però una nuova metodologia generalizzata di certificazione né sostituiscono le verifiche progettuali, documentali e di laboratorio.
Quali norme regolano questa evoluzione?
La ISO 13482:2014, relativa ai requisiti di sicurezza dei robot per la cura della persona, rimane l’edizione vigente. È prevista la sua sostituzione con una nuova edizione, attualmente allo stadio di progetto finale, che estende il campo ai robot di servizio per applicazioni personali e professionali. Finché la revisione non sarà pubblicata come norma internazionale, i suoi contenuti non possono essere considerati requisiti vigenti.
La serie ISO 10218 è stata aggiornata con ISO 10218-1:2025, dedicata alla sicurezza dei robot industriali, e ISO 10218-2:2025, relativa alle applicazioni e alle celle robotizzate industriali. Le norme comprendono requisiti di verifica, validazione, collaudo funzionale e messa in servizio, ma non introducono per la prima volta un obbligo generale di test sul campo. Attività di prova e osservazione del funzionamento erano già contemplate nelle precedenti edizioni nell’ambito della verifica della conformità ai requisiti di sicurezza.
Quali cambiamenti comportano le verifiche operative per aziende e auditor?
Le aziende devono predisporre processi adeguati per documentare la valutazione del rischio, le specifiche di sicurezza, le prove effettuate e i relativi risultati. Quando le verifiche riguardano l’applicazione installata, occorre inoltre considerare le condizioni effettive dell’ambiente di lavoro, le modalità operative, le interazioni con gli operatori e il funzionamento delle misure di protezione.
La raccolta di dati operativi può supportare l’individuazione di deviazioni e il miglioramento delle misure di sicurezza, ma deve essere integrata con le evidenze progettuali, tecniche e documentali previste dal processo di valutazione della conformità.
Come cambia il ruolo dell’auditor?
Il ruolo dell’auditor o del valutatore dipende dallo schema applicabile e dall’oggetto della verifica. L’esame non può limitarsi alla presenza di documenti o ai risultati delle simulazioni, ma deve accertare che le verifiche e le validazioni previste siano state pianificate, eseguite e documentate con criteri appropriati.
Quando sono disponibili dati provenienti dall’esercizio o da prove sull’applicazione installata, l’auditor deve valutarne attendibilità, rappresentatività e coerenza con la valutazione del rischio. Può inoltre essere necessario il coinvolgimento di personale dotato di specifiche competenze tecniche in materia di robotica, sicurezza funzionale e integrazione dei sistemi.
Perché questa evoluzione è rilevante per la certificazione robotica?
La valutazione della sicurezza dei sistemi robotici deve dimostrare che il robot o l’applicazione possa operare in condizioni accettabili di rischio nell’uso previsto. Le prove in condizioni rappresentative possono fornire evidenze utili, soprattutto per verificare l’integrazione del robot, il funzionamento delle protezioni e le interazioni con persone e altre attrezzature.
Questo approccio non deriva da una nuova prescrizione generale sui test sul campo, ma dall’applicazione dei principi consolidati di valutazione del rischio, verifica e validazione previsti dalle norme di sicurezza delle macchine e della robotica.
Le organizzazioni che operano nella qualità, nella compliance o nella valutazione della conformità devono mantenere aggiornate competenze e procedure, distinguendo tra requisiti delle norme vigenti, contenuti dei progetti in revisione e pratiche tecniche adottate volontariamente.
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