Net zero è il nuovo imperativo per le imprese che vogliono gestire la propria sostenibilità climatica in modo credibile e strutturato. Nel giugno 2026, ISO ha aperto la consultazione pubblica sul Draft International Standard ISO/DIS 14060, destinato a diventare il primo standard internazionale indipendentemente verificabile specifico per l’allineamento delle organizzazioni al net zero. Il progetto, che evolve le ISO Net Zero Guidelines IWA 42:2022, propone una guida pratica per le organizzazioni impegnate nella decarbonizzazione.

Per auditor, consulenti, compliance officer e HSE manager, questa novità può rappresentare un cambio di paradigma: un progetto di standard che non si limita alla misurazione e alla riduzione delle emissioni, ma collega la sostenibilità climatica alla strategia e ai processi aziendali. È una risposta alle richieste di trasparenza e rigore che arrivano da clienti, investitori e regolatori.

In questo articolo esploreremo il contenuto anticipato del progetto ISO in fase di sviluppo, come le aziende possono organizzarsi per una transizione efficace e quali vantaggi, non solo ambientali ma anche operativi e reputazionali, potrebbero derivare dall’adozione del futuro standard. I requisiti potranno essere modificati prima della pubblicazione definitiva.

Quali sono gli obiettivi e il campo di applicazione del nuovo standard ISO per il net zero?

Il progetto ISO/DIS 14060 in consultazione pubblica offre un quadro di riferimento per le organizzazioni che intendono allineare le proprie attività agli obiettivi net zero, riducendo le emissioni di gas serra fino ai livelli residui e controbilanciando queste ultime mediante rimozioni. Non si limita a definire metriche di carbon footprint, ma prevede un approccio sistemico che coinvolge strategia, governance, gestione dei rischi e miglioramento continuo.

Il campo di applicazione è ampio: riguarda organizzazioni di ogni settore e dimensione, comprese imprese industriali, società di servizi e pubbliche amministrazioni. Il progetto è riferito alle organizzazioni e non ai loro prodotti. Si fonda inoltre su principi di trasparenza e verificabilità, essenziali per garantire credibilità ai piani net zero.

In cosa cambia la compliance ambientale con la nuova ISO 14060?

Rispetto agli standard ISO esistenti, come ISO 14001 per i sistemi di gestione ambientale, questo nuovo documento introduce un focus esplicito sull’allineamento organizzativo al net zero. Non si tratta solo di ridurre gli impatti ambientali, ma di dimostrare attraverso dati, obiettivi e processi che la strategia dell’organizzazione è compatibile con il raggiungimento del net zero e con l’Accordo di Parigi.

Il progetto richiede di considerare le emissioni dirette e indirette, definire target misurabili e pianificare azioni di mitigazione coerenti con le traiettorie di riduzione. Un’altra componente riguarda la gestione delle comunicazioni esterne, per fornire agli stakeholder informazioni chiare e affidabili sul percorso net zero.

Quali sono gli impatti operativi e organizzativi per le aziende?

Prepararsi al futuro standard può richiedere di riesaminare diversi processi interni: dal procurement alla logistica, dalla progettazione del prodotto alla rendicontazione ESG. Il progetto favorisce una collaborazione trasversale tra funzioni per raccogliere dati precisi e implementare interventi efficaci.

Per esempio, il ruolo del compliance officer e del team HSE può ampliarsi verso il coordinamento delle iniziative di decarbonizzazione e l’aggiornamento continuo delle procedure. Anche l’audit interno può evolvere per verificare la coerenza delle azioni con i target net zero dichiarati.

Come prepararsi all’adozione della nuova ISO 14060: passi concreti per le aziende

Gap analysis e coinvolgimento delle funzioni aziendali

Prepararsi significa innanzitutto effettuare una gap analysis rispetto ai requisiti contenuti nel progetto, coinvolgendo tutte le funzioni rilevanti. Serve mappare le emissioni in modo dettagliato, identificare le fonti di maggiore impatto e definire un piano di azione con obiettivi a breve e medio termine.

Formazione e digitalizzazione dei dati ambientali

È fondamentale investire nella formazione del personale e nella digitalizzazione dei dati ambientali, per garantirne affidabilità e trasparenza. La partecipazione a workshop e la consultazione del draft ISO attuale sono strumenti utili per anticipare i possibili requisiti e ridurre il rischio di futuri scostamenti.

Esempi concreti di adozione dello standard

Le aziende possono già sperimentare l’approccio proposto dal draft nei propri sistemi di gestione, senza presentarlo come uno standard definitivo o come una certificazione già disponibile. Per esempio, le realtà manifatturiere possono rivedere la supply chain per migliorare la tracciabilità delle emissioni, mentre le società di servizi possono definire target misurabili e comunicazioni trasparenti verso clienti e investitori.

Quali sono i vantaggi strategici dell’adozione dello standard ISO per il net zero?

La spinta verso il net zero non risponde soltanto a pressioni normative o reputazionali: può rappresentare un’opportunità per aumentare l’efficienza, ridurre i costi energetici e migliorare la resilienza del business. Il futuro standard potrà facilitare l’accesso ai mercati internazionali e migliorare il posizionamento nelle gare d’appalto pubbliche e private quando venga richiamato come requisito o elemento premiante.

Adottare un approccio indipendentemente verificabile può aiutare a costruire fiducia con gli stakeholder, dimostrando un impegno concreto verso la transizione climatica. Per le aziende, è una strada non solo per rispondere alle aspettative normative e di mercato, ma anche per innovare e competere in un contesto sempre più attento all’impatto ambientale.