Rating di legalità: cos'è, come si ottengono le stellette e a cosa servono
Il Rating di legalità è uno strumento pensato per premiare le imprese che operano nel rispetto della legge. Lo gestisce l'AGCM, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in raccordo con il Ministero della Giustizia e il Ministero dell'Interno. In concreto, a un'impresa che ne fa richiesta e che possiede i requisiti viene attribuito un punteggio espresso in stellette, da un minimo di una a un massimo di tre. Più stellette significano un profilo di legalità più solido agli occhi di chi quel rating lo legge: banche e pubbliche amministrazioni in primo luogo.
La prima cosa da chiarire è cosa il Rating di legalità non è. Non è una certificazione e non è una norma ISO. Nessun organismo di certificazione lo rilascia, non c'è un audit di parte terza accreditata e non esiste un certificato con scadenza triennale come per i sistemi di gestione. È un riconoscimento pubblico e amministrativo: lo concede direttamente un'autorità dello Stato, su domanda dell'impresa, dopo aver verificato il possesso di determinati requisiti di legalità. La differenza è sostanziale, come quella tra il diploma rilasciato da una scuola e l'attestato di un corso privato: cambia chi mette la firma e quanto pesa.
Cosa serve per richiederlo
Il Rating di legalità non è aperto a chiunque. La legge fissa alcuni requisiti minimi di accesso: l'impresa deve avere sede operativa in Italia, essere iscritta da un certo periodo nel registro delle imprese e raggiungere una soglia minima di fatturato. Si tratta quindi di uno strumento calibrato sulle imprese già strutturate, non sulla micro attività appena avviata. Chi non raggiunge la soglia dimensionale, semplicemente, non può presentare domanda.
Per evitare di riportare cifre che cambiano nel tempo, conviene un avvertimento pratico: la soglia di fatturato e gli anni di iscrizione richiesti sono fissati dal regolamento dell'AGCM, ed è lì che vanno verificati nel momento in cui si valuta la domanda. L'ordine di grandezza è quello di una piccola impresa consolidata, non di una grande corporation.
Come si attribuiscono le stellette
Il punteggio parte da una base di una stelletta, che spetta all'impresa quando dichiara, sotto la propria responsabilità, di rispettare una serie di condizioni di legalità. Tra queste rientrano, per esempio, l'assenza di determinate condanne o misure a carico dell'imprenditore e dei vertici, il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori, la regolarità nei pagamenti e nei rapporti con il fisco, l'assenza di accertamenti per pratiche scorrette.
Da quella base, l'impresa può salire verso le due e le tre stellette aggiungendo comportamenti virtuosi ulteriori, che vanno oltre il minimo di legge. Qui entrano in gioco proprio i presidi organizzativi: per esempio l'adozione di modelli e sistemi per prevenire la corruzione, la tracciabilità dei pagamenti oltre gli obblighi, l'iscrizione a programmi di prevenzione, l'adesione a protocolli di legalità. Sono le scelte di un'azienda che decide di rendere la legalità un metodo di lavoro, non un adempimento all'ultimo momento.
A cosa serve davvero il rating
Il valore del Rating di legalità si misura in due ambiti molto concreti. Il primo è l'accesso ai finanziamenti pubblici: la legge prevede che le pubbliche amministrazioni tengano conto del rating tra i criteri per la concessione di contributi, agevolazioni e finanziamenti, dando un vantaggio a chi lo possiede. Il secondo è il credito bancario: gli istituti che concedono prestiti sono tenuti a considerare il rating nell'istruttoria, e un profilo di legalità riconosciuto può tradursi in tempi più rapidi o in condizioni migliori.
Tradotto nella vita di un'impresa, significa che quel punteggio non resta un attestato appeso alla parete. Quando si partecipa a un bando o si chiede un affidamento in banca, le stellette possono fare la differenza tra una pratica che scorre e una che si arena. Per questo molte aziende che lavorano con il settore pubblico lo considerano un investimento, non una formalità.
Rating di legalità e sistemi di gestione: il legame con ISO 37001 e ISO 37301
Qui si vede perché il rating e le certificazioni, pur essendo cose diverse, si rafforzano a vicenda. Per salire a due o tre stellette l'impresa deve dimostrare presidi di legalità solidi e documentati, ed è esattamente ciò che producono due norme volontarie.
La ISO 37001 certifica il sistema di gestione per la prevenzione della corruzione: chi la adotta mette nero su bianco controlli, deleghe, gestione dei conflitti di interesse e verifiche sui terzi. La ISO 37301 certifica il sistema di gestione della compliance, cioè il modo in cui l'organizzazione individua e rispetta in modo sistematico tutti gli obblighi che la riguardano, di legge e non solo. Avere uno di questi sistemi, o entrambi, vuol dire avere già pronte le evidenze di quei comportamenti virtuosi che il Rating di legalità premia. Il rating dice all'esterno che l'impresa è affidabile; ISO 37001 e ISO 37301 sono il motore organizzativo che rende quell'affidabilità una pratica quotidiana e dimostrabile, non una dichiarazione.
Domande frequenti
Il Rating di legalità è una certificazione? No. È un riconoscimento attribuito da un'autorità pubblica, l'AGCM, su domanda dell'impresa. Non c'è un organismo di certificazione accreditato né un certificato in stile ISO: è un atto amministrativo, non una certificazione di sistema.
Chi può chiederlo? Le imprese con sede operativa in Italia, iscritte da un certo periodo al registro delle imprese e con un fatturato superiore a una soglia minima fissata dal regolamento dell'AGCM. Le imprese più piccole, sotto quella soglia, non possono presentare domanda.
A cosa serve in pratica? A ottenere un vantaggio nell'accesso ai finanziamenti pubblici e nelle istruttorie per il credito bancario. Pubbliche amministrazioni e banche sono tenute a tenerne conto.
Che rapporto ha con ISO 37001 e ISO 37301? Sono strumenti diversi ma complementari. Le due norme costruiscono i presidi anticorruzione e di compliance che aiutano a salire verso le tre stellette: il rating è il riconoscimento esterno, le certificazioni sono il sistema interno che lo sostiene.
In sostanza il Rating di legalità conviene a chi lavora con il settore pubblico e con il credito, ma le stellette si conquistano dimostrando legalità, non dichiarandola. Se vuoi capire come costruire i presidi che fanno la differenza, le guide alla ISO 37001 (anticorruzione) e alla ISO 37301 (compliance) raccontano da dove si parte.
Ti interessa questo argomento?
Parla con Evidy per approfondire o richiedere un preventivo per le certificazioni.
🔗 Se ti serve una certificazione
Questo tema non è una certificazione accreditata. Per ottenere un certificato, guarda alle norme certificabili correlate:
ISO 37001 — Sistema di gestione per la prevenzione della corruzione ISO 37301 — Sistema di gestione per la complianceArticoli Correlati
Accreditamento ESG: come l’Osservatorio Accredia guida le imprese italiane
L’Osservatorio Accredia-Prometeia supporta imprese e organismi nella gestione e nel rispetto dei requisiti ESG, influenzando rating e bandi pubblici.
ISO 14001: sistema di gestione ambientale, vantaggi e gare
Guida pratica alla certificazione ISO 14001: come ridurre costi e rifiuti, migliorare rating ESG e ottenere punteggi in gare pubbliche e supply chain.
EQA TS 38001: lo standard ESG che trasforma la sostenibilità in sistema misura
Standard EQA TS 38001: come trasformare ESG e SDGs in un sistema certificabile e misurabile. Guida al rating di sostenibilità e agli obblighi normativi.